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diaframma.net - tonio di carlo

lab...sperimentazione e ricerca

Sentivamo da tempo l'esigenza di dedicare una pagina web al web stesso, una pagina web che guarda e si interroga sul suo mondo. Uno spazio, un laboratorio delle idee, delle domande e forse, perchè no, anche delle risposte, senza prendersi troppo sul serio.

fotografia di un germoglio tra le rocce

Inauguriamo questo luogo con una intervista. Era nel casseto dalla fine dello scorso anno. Perchè non l'abbiamo pubblicata fin'ora? Beh, diciamo che i tempi, forse, non erano maturi e che tutto sommato meglio così!

L'evoluzione del web è stata ed è sempre più frenetica, quasi non gli si sta dietro. Se solo pensiamo a com'era internet all'epoca di explorer 3.0 davvero ci vengono le vertigini...Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Le architetture dell'informazione si sono moltiplicate fino ad arrivare a prodotti multimediali completi, quasi esperiti con tutti e cinque i sensi.

Non tutte le case però vengono costruite con le dovute regole costruttive e così, nel web, molti siti non sono a norma, di fatto non accessibili. Se Il potere del web sta nella sua universalità. Se l'accesso da parte di ognuno, a prescindere dall'inablilità, è un aspetto essenziale, perchè ancora oggi si continuano a progettare e sviluppare siti web perfettamente inaccessibili? Cerchiamo di capire qualcosa in più in tema di accessibilità leggendo le risposte dell'intervistato alle nostre dieci domande.

Per saperne di più

piccolo banner del sito web senza barriere

Dopo il successo della prima edizione del convegno tenutosi lo scorso anno, l'Area web del Centro di Calcolo e Documentazione di Ateneo dell’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" sta organizzando la seconda edizione di "Web senza barriere".

Il convegno, si svilupperà su tre giornate: 7, 8 e 9 maggio 2008 nella prestigiosa facoltà di Economia dell'Ateneo in via Columbia n. 2, Roma.

Noi saremo presenti per la seconda volta: tu cosa fai? non vieni? Visita il sito websenzabarriere e guarda quanti seminari ti aspettano!

10 domande a...

Siamo a colloquio con Diego La Monica, Analista Programmatore esperto nei paradigmi sull'accessibilità, socio di IWA e responsabile della mailing-list di webaccessibile.org.

1) Diego, nella home del tuo sito http://www.diegolamonica.info, compare questo aforisma: Fare web è come partecipare ad un gioco, l'accessibilità, l'usabilità e gli standards sono le sue regole. Nessun gioco è bello se non si seguono le regole. Quanto è vero questo e quanto oggi in Italia si seguono dette regole per i siti web delle Pubbliche Amministrazioni? E chi e come verifica che tali enti rispettino la Legge 4/2004?

Quanto affermo dal mio umile punto di vista corrisponde a verità, cioè cerco di applicarlo sempre come concetto. Giocheresti mai al Monopoli, senza le banconote, le case, gli hotel e specialmente senza la carta Imprevisti? Queste regole però, non vengono applicate sempre e la causa è una attuale carente cultura e sensibilizzazione sull'accessibilità. Per la verifica ai siti delle PA non è il CNIPA ad eseguire controlli (anche se e possibile richiedere un suo aiuto) ma sono le stesse PA che si autocertificano, talvolta attribuendosi il famigerato bollino di accessibilità.

2) Spesso si fa confusione tra accessibilità e usabilità dei siti web: puoi illustrarci brevemente le differenze o le somiglianze tra l'una e l'altra cosa ed aiutarci così nella comprensione?

Nel senso stretto l'usabilità è quella materia che si occupa di studiare il pattern giusto per un dato problema, in modo molto semplicistico è lo strumento che rende il sito web (o l'applicazione web) più intuitiva e semplice; l'accessibilità invece è quel metodo che ti garantisce di rendere la soluzione fruibile a chiunque e con qualsiasi strumento... ciò non vuol dire che sia usabile, è bene che un sito accessibile sia anche usabile. Considera che usabilità e accessibilità spesso coincidono negli intenti e questa forse è la causa della confusione che si fa tra le due.

3) Secondo te è giusto che ad una Pubblica Amministrazione venga concessa la possibilità di autocertificarsi in merito all’accessibilità dato che spesso si trovano autocertificazioni di siti dichiarati accessibili sulla carta che nella realtà dei fatti non lo sono?

Ti faccio un esempio: ci sono tante persone che parlano pur non sapendo quel che dicono, eppure c'è sempre la libertà di parola, e c'è una mosca bianca che di tanto in tanto dice qualcosa di giusto... Credo che per le PA funzioni allo stesso modo, diverse fanno siti seguendo i gusti dei dirigenti e/o dei politici di turno altri con coscienza delegano a persone con maggiore competenza il compito di sviluppare un sito web accessibile.

4) In Italia per le nuove realizzazioni e le modifiche apportate dalla Pubblica Amministrazione al proprio o ai propri siti web si deve tenere conto, pena la nullità dei contratti stipulati, della Legge Stanca. Poniamo il caso che una PA stipuli un contratto con una Web Agency per il proprio sito internet e che il contratto non preveda l'aderenza ai 22 requisiti della sopracitata Legge mentre la Web Agency esegue il lavoro tenendo conto della Legge e rispettando i 22 requisiti di essa, il contratto stipulato subisce la pena della nullità o no?

Esattamente! Il contratto è nullo, quindi non è valido visto che tutti i contratti stipulati dopo l'entrata in vigore della 4/2004 devono esplicitamente richiedere l'aderenza ed il rispetto delle normativie vigenti. Ovvero rispetto del Dlgs 4/2004.

5) L'Accessibilità di un sito internet passa solo attraverso il rispetto dei 22 requisiti della Legge 4/2004 o c'è dell'altro? Mi spiego meglio: occorre che lo sviluppatore soddisfi questi requisiti ed esaurisca così il suo compito?

Da un punto di vista legale, assolutamente sì, basta rispettare i 22 requisiti e si è in regola. Da un punto di vista etico, bisogna adottare un briciolo di buon senso oltre a rispettare la legge. Come già detto, l'accessibilità è il gioco le cui regole sono dettate dalla "Legge Stanca"! Per esempio, l'uso di Flash o Javascript non è vietato dalla 4/2004 è consentito ma a patto che l'alternativa di funzionamento in assenza di Javascript e o dello specifico plug-in sia garantita. Un esempio classico è l'evento onclick in javascript: non molti sanno che gli strumenti di puntamento alternativo, talvolta vanno in emulazione tastiera eseguendo il click con il tasto ENTER o SPAZIO della tastiera. Se in congiunzione con l'evento onclick non si gestiscono anche questi due casi, l'onclick può definirsi non accessibile. Comunque per non essere considerato un estremista dell'accessibilità, un'accessibilità 100% è un utopia.

6) Come spieghi il fatto che nonostante la diffusione della cultura dell'accessibilità, attraverso seminari, convegni ed eventi formativi, essa stenti a diffondersi adeguatamente dato che si continuano a progettare e sviluppare i siti internet come se la pagina web fosse un foglio da disegno.

Molto dipende dal fatto che l'accessibilità è un tema spesso mal interpretato dalle aziende e per le quali le PA sono obbligate a rispettarne gli obblighi di legge. Inoltre se una PA sviluppa un sito internamente, non è vincolata al rispetto della legge, quindi fintanto che non ci sarà una revisione dell'attuale legge 4/2004 si stenterà a raggiungere risultati soddisfacenti, anche se qualcosa sta cambiando (in meglio). Da un punto di vista dell'azienda che deve investire nello sviluppo di un sito internet, non sempre ha cura per l'accessibilità quanto dell’effetto scenico che un sito può avere su chi lo visita. All'ultimo evento promosso da IWA a Venezia il 14/12/2007, il sottosegretario Sen. Beatrice Magnolfi ha promesso di muoversi per una sensibilizzazione all'accessibilità "forzata", minacciando di togliere fondi a quelle PA che non adempiono al rispetto della 4/2004. E non è poco! Per fortuna sul blog di IWA è presente il filmato in cui è immortalato l'intervento: http://blog.iwa.it/eventi/beatrice-m...ministrazioni/

7) L'uso di tecnologia Flash-Actionscript ha rivoluzionato totalmente la maniera di fare web e probabilmente potremmo dire che ha segnato il passaggio dal "web muto" al "web sonoro". Spesso però, questa tecnologia ha subito e subisce una sorta di demonizzazione dagli specialisti in accessibilità. Alla luce delle straordinarie possibilità che offre Flash, non ti sembra ormai fuori luogo questa posizione dato che con la corretta ed adeguata programmazione Actionscript anche Flash diviene accessibile?

Qualche anno fa al banco degli imputati non era Flash ma DHTML: il mix di HTML + JavaScript per ottenere dei risultati "strabilianti". Adesso abbiamo una situazione in cui molti sviluppatori web hanno avuto una presa di coscienza su quello che è lo sviluppo di siti internet. Anche se Flash dunque ha raggiunto livelli qualitativi in termini di sviluppo accessibile, non sempre vengono rispettati dagli sviluppatori questi principi, un pò per questione di budget (perché molte aziende mascherano dietro l'implementazione di siti accessibili un lucro spaventoso quando in realtà non sarebbe necessario) un pò perché il committente preferisce come ho già detto prima scena e immagine a qualità. Per avere un esempio di pessimo utilizzo di Flash a discapito dell'accessibilità basta guardare l'attuale pagina under construction di http://www.carnevale.venezia.it/ ...Non aggiungo altro!

8) Di recente hai pubblicato in rete Jast, http://jastegg.it/, un Framework Javascript freeware multipiattaforma e cross browser, che agevola lo sviluppo di applicazioni complesse. Vuoi spiegarci di cosa si tratta e come si concilia questo tuo Framework con l’Accessibilità?

JAST è un frame work che non "crea" ma "migliora". Per intenderci, se volessi gestire il caricamento dei contenuti delle pagine tramite AJAX, basta che includo nelle mie pagine il framework, un Egg (così si chiamano i plugin di JAST) e una chiamata ad una funzione di configurazione. Considerando che JAST si aggiunge dopo aver costruito l'intero sito, come un di più, questo chiarisce anche il discorso che si garantisce un'alternativa al funzionamento anche in assenza di Javascript. Per ora tra le funzioni che ho previsto per un miglioramento dell'accessibilità dei siti ciè una semplice funzione: clickEvent( ). Essa si preoccupa al posto dello sviluppatore di creare sull'elemento interessato la gestione del click (croce e delizia di ogni sviluppatore web) a prescindere dallo strumento utilizzato per eseguirlo e garantendo che la cosa sia cross-browser… Perché purtroppo per gli sviluppatori ciascun browser gestisce alcune cose a suo modo. Inoltre, facendo parte del Gruppo di Lavoro Protocols and Format (PFWG) istituito dal W3C che si occupa inoltre anche di ARIA (Accessible Rich Internet Applications), provvederò in questo framework ad offrire funzionalità di accessibilità totalmente coerenti con ARIA... Staremo a vedere!

9) Smau 2007-IWA: seminario di Diego La Monica su Accessibilità e Creatività. qual è il giusto approccio che dovrebbe avere uno sviluppatore affinché l'incontro tra Accessibilità e Creatività diventi unione e sfatare il luogo comune secondo cui un sito web accessibile paga pegno in grafica e creatività

Ciascuno avrà la sua ricetta. C'è chi mescolando due uova ne fa una frittata c'è chi invece ne produce una gustosa crema zabaione! Credo fondamentalmente che chi guarda i "paletti" imposti dall'accessibilità sotto un altro aspetto, per esempio come la regola di un gioco, è più propenso alla sperimentazione volta a trovare la soluzione giusta. Per esperienza personale, quando creo un sito, mi occupo prima di sviluppare il contenuto, utilizzando il markup essenziale, senza preoccuparmi del fattore estetico, poi cerco di utilizzare esclusivamente i CSS per gli scopi presentazionali. Quando non è proprio possibile conseguire con i CSS il risultato desiderato allora aggiungo degli elementi di markup che sono necessari allo scopo presentazionale, cercando ovviamente di non abusarne. È il solito discorso insomma del bicchiere mezzo vuoto/mezzo pieno.

10) Come vede Diego La Monica il web per il futuro?

Credo che l'accessibilità si evolverà grazie al web semantico al quale hanno già attribuito il nome di "Web 3.0"... A prescindere da tante versioni del web che pur cambiando rimane sempre il Web, io me lo immagino davvero bello e ricco di stimoli per guardare oltre il futuro!

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